Corso di alta formazione per progettare spazi privati in luoghi pubblici

Testo riservato di Outdoor Experience Design
non riproducibile neanche parzialmente

 

Outdoor Experience Design:
design senza confini per abitare l’open door

di Arturo Dell’Acqua Bellavitis

Testo di Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Professore Ordinario al Politecnico di Milano.

 

Oggi l’arredamento per esterni esprime una produzione molto varia, ampia ed articolata che risponde ad una significativa e veloce evoluzione nel modo di concepire e vivere gli spazi aperti, sia in ambito pubblico che privato.

Dà la misura della vitalità del settore e del potenziale di crescita di questo mercato la manifestazione leader in Europa “SUN – Salone Internazionale dell’Esterno – Progettazione, Arredamento, Accessori”, autorevole osservatorio annuale a Rimini Fiera su questo settore produttivo, che dal 1983, anno della sua prima edizione, ha visto crescere i propri espositori da 53 a 700 aziende di notevole rilievo produttivo e commerciale.

Negli ultimi anni è cresciuto il desiderio di recuperare il contatto con il verde e gli spazi outdoor, con l’aria e il sole e di riqualificare gli spazi dedicati al tempo libero, soprattutto se all’aperto.
Parallelamente è cresciuta l’attenzione per la casa come luogo privilegiato dove ricercare funzionalità, comfort e qualità, ma anche come spazio sociale. La casa diventa racconto e riflesso di se stessi attraverso la scelta di oggetti di arredo dalla forte connotazione e personalità, in grado di rispecchiare la sensibilità estetica di chi la abita e di evocare emozioni.

La domanda è sempre più competente e le scelte di acquisto avvengono alla luce di consapevoli analisi degli articoli e delle informazioni messe a disposizione dai fabbricanti; per contro, l’offerta fa a gara per proporre soluzioni sempre più ricercate ed evolute da un punto di vista tecnologico, tecnico ed estetico.

Il mondo dell’outdoor è sicuramente all’avanguardia in questa ininterrotta ricerca di eccellenza, che si traduce in continue evoluzioni materiche, in sperimentazioni di linee e forme, in soluzioni complesse e spesso geniali, in prodotti all’altezza di ben più blasonati ambiti di consumo.

Outdoor, indoor oppure  “open door”?  Il nuovo “abitare fluido”.
Più che di outdoor rispetto a indoor oggi si dovrebbe parlare di “open door”, a testimoniare un continuum spazio-temporale tra l’interno e l’esterno, che coinvolge tanto la progettazione quanto le tendenze abitative e ristorative, in una sorta di nuova filosofia del vivere, alla riscoperta dei valori della vita all’aria aperta e del contatto con la natura.

Le separazioni nette tra gli arredi esterni ed interni vanno progressivamente riducendosi e la richiesta, sempre crescente, di versatilità, si insinua anche nell’outdoor design, collegando gli spazi e allargandone le funzioni.
Dopo l’esuberanza degli anni ‘80, il minimalismo degli anni ’90 e il mix di generi e stili che ha segnato la fine del millennio, si prefigurano case, ma anche ambienti pubblici, intesi come luoghi “aperti” e “fluidi”, specchi dei bisogni e dei desideri dei fruitori.

Cresce l’interesse per uno stile abitativo “globale”, teso a vivere tutti gli spazi proiettandosi anche al di fuori delle mura domestiche, attraverso vetrate, aree verdi, terrazzi e balconi cooptati alla vita quotidiana, alla socialità, al divertimento e al relax.

Creando un giardino d’inverno nel soggiorno e una lounge in terrazza gli spazi si reinventano, si trasformano e costruiscono un ambiente continuo senza separazioni  dove l’interno diventa esterno e viceversa.

In un mercato immobiliare in continua crescita, almeno per quanto riguarda i prezzi, le soluzioni abitative più diffuse sono spazi ridotti, bi-trilocali, in cui il terrazzo, se opportunamente risolto, può diventare un locale in più anche grazie alle nuove tecnologie di riscaldamento per esterni e alle sempre più funzionali coperture e pavimentazioni.

Il nuovo concetto di esterni nei locali pubblici
Anche nell’ambito dei locali pubblici e dell’ospitalità lo spazio esterno dei locali è diventato un luogo fondamentale, non solo limbo per fumatori ma una vetrina all’aperto in cui vedere e farsi vedere, diaframma dinamico con la città e il quartiere, dove vivere esperienze, individuare atmosfere, costruire identità estetiche innovative attraverso colori, materiali e finiture particolari e arredi accoglienti ed efficienti.

Vere e proprie finestre sui locali pubblici, sono biglietti da visita che annunciano la tipologia e la qualità dell’esercizio, estensioni degli spazi interni che beneficiano di nuovi tipi di illuminazione e sistemi di riscaldamento sempre più efficienti ed economici e che liberano la creatività nella scelta di forme, linee e design.

Il nuovo Outdoor e il design flessibile
Grazie al design che pervade l’outdoor, milioni di metri quadrati di verde privato sono tornati a nuovo splendore, arredati e vissuti come veri e propri ambienti residenziali, come spazi dedicati al gioco e allo svago, come aree di socializzazione e relax.
Ma il vero segreto è che l’outdoor design si è fatto flessibile. Flessibile perché facile da interpretare, semplice da abbinare. Flessibile perché ricco di varianti cromatiche, di materiali, di forme. Flessibile perché capace di rispondere concretamente alle esigenze, con soluzioni efficaci e prezzi adeguati, con format che non si impongono, ma che al contrario seguono le tendenze e i desideri del pubblico.

Design senza confini
Non esistono confini per il settore dell’outdoor, che ora si ispira ai materiali della tradizione artigianale regionale, ora adotta polimeri e metacrilati, resine sintetiche e naturali, quindi riscopre i sapori delle essenze lignee, i metalli e le leghe variamente trattate.
Su linee e forme non c’è un trend prevalente. I capisaldi sono funzionalità, leggerezza, comodità e design. Intorno a questi temi si sbizzarrisce la creatività di architetti e industrie chiamate a soddisfare i gusti più eclettici di un mercato di dimensioni globali.

Dai più sobri stili classici con accenni retrò che impiegano materiali e lavorazioni più tradizionali, ad esempio recuperando particolari in ceramica, pietra e ghisa, alle soluzioni bio-architettoniche, che rispondono a una crescente ricerca di naturalità e di eco-sostenibilità e che adottano essenze lignee provenienti da coltivazioni controllate e certificate, trattati con oli e cere vegetali; dai moderni tratti della sperimentazione plastica, con mobili scolpiti in materiali grezzi o forgiati con tecniche di assemblaggio multi-materico, alla raffinata eleganza delle essenziali e sempre verdi linee a doghe e mancorrenti.

La resina sta acquisendo charme e la si ritrova in oggetti che spaziano dai vasi e dagli accessori per giardino ai complementi d’arredo, dalle strutture portanti di gazebo, fioriere e spalliere a divani, tavoli e sedie, fino ai pouf e alle poltrone, accompagnandosi a legni pregiati, materiali naturali e metalli lavorati. Fibre naturali di pulut e di cotone si abbinano ad acrilici idro-resistenti e textileni elasticizzati; alluminio, acciaio (inox, zincato o galvanizzato) e leghe leggere incorporano intarsi e finiture in legno di teak, balau, pino e kerouing, ospitando cuscini e tessuti; midollino intrecciato, sintetico o naturale, si sposa con elementi in vetro, ferro battuto o batilene.

Nuovi stimoli e nuove competenze progettuali specializzate
Il settore dell’outdoor design sta conoscendo un’evoluzione come mai prima d’ora e il progettista va assumendo un ruolo sempre più determinante nella creazione di ambienti esterni, sia pubblici che privati, capaci di generare emozioni, di caratterizzare l’ambiente e di essere anche funzionali.

Il contributo del design è, anche in questo settore, sempre più importante e determinante. Il mercato dell’outdoor riguarda spazi privati e pubblici di ogni dimensione, dal terrazzo al parco, con infinite possibilità di soluzioni creative e progettuali che richiedono competenze aggiornate e sensibilità estetiche preparate alle nuove richieste dei committenti.

Per queste ragioni la specializzazione in Outdoor Design risponde alle esigenze reali del settore, delle aziende e della committenza, colma una reale lacuna negli indirizzi formativi dei progettisti e nel mercato del lavoro e rappresenta un concreto orizzonte professionale per progettisti e designer.
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